Molto probabilmente a partire dal mese di settembre la Fed, la banca centrale americana, comincerà a ridurre la quantità di titoli che acquista ogni mese (Quantitative Easing). Negli ultimi tempi la Fed ha continuato a comprare approssimativamente per 85 miliardi di dollari al mese, dei quali grosso modo metà erano Buoni del Tesoro americano (tipicamente titoli a 10 anni), e l’altra metà MBS (Mortgage Back Securities), vale a dire titoli garantiti da mutui ipotecari.

Come sottolineato in un articolo precedente, la Fed è convinta che incrementare in questo modo il proprio bilancio costituisca uno stimolo all’attività economica. Quindi il taglio agli acquisti mensili significa che la Fed continuerà a stimolare l’economia, solo che lo farà in misura inferiore a quanto fatto finora.

L’idea di fondo del Quantitative Easing  è che la Fed, prestando denaro sia al governo sia al settore dei mutui (due tra i più grandi debitori), abbassa i tassi d’interesse che entrambi pagano. Molti mutuatari pagano tassi di interesse che sono legati al tasso che paga il governo (sui titoli di Stato, ndr): così, abbassando questo, la Fed riduce i tassi a molti differenti debitori (senza esporsi al rischio di credito che potrebbe derivare dal prestare denaro a singole imprese). E abbassando i tassi sui mutui, la Fed permette ai nuovi acquirenti di abitazioni di comprarsi una casa più grande, e a chi è già proprietario di pagare di meno rifinanziando il proprio mutuo con un altro a tasso inferiore.

Va ricordato che i mutui americani sono un po’ differenti da quelli italiani. Gli americani tipicamente comprano una casa pagando subito il 20%, o meno, e finanziando il resto con un mutuo trentennale a tasso fisso. Hanno poi l’opzione di rifinanziare il mutuo se i tassi di interesse scendono. Il tasso variabile esiste ma è un po’ meno diffuso che in Italia. Inoltre gli americani comprano e vendono le loro case più frequentemente di quanto non facciano gli italiani, grosso modo ogni sette anni, e anche l’acquisto di case nuove è più frequente che in Italia.