Barack Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti nel 2009  con solide maggioranze in entrambe le Camere. Durante la sua campagna elettorale aveva insistito sulla riforma dell’assistenza sanitaria, da lungo tempo un obiettivo del partito democratico. L’ultimo presidente democratico, Bill Clinton, non era riuscito a far approvare un piano di riforma sanitaria concepito da sua moglie Hillary Clinton, e i democratici erano ottimisti sul fatto di poter approvare una simile provvedimeno nel 2009-2010. Il presidente Obama non è stato in grado di lavorare insieme con i repubblicani, così ha dovuto approvare un piano con il solo sostegno democratico al Congresso. Questo fatto ha segnato una differenza rispetto alla precedente riforma (Social security e Medicare) che era stata approvata con i voti di entrambi i partiti. Esistono diverse teorie sul perché i repubblicani abbiano fatto compattamente opposizione al provvedimento che è diventato noto come “Obamacare”, ma il risultato è stato che il presidente ha dovuto fare significative concessioni a un particolare gruppo di democratici perché approvassero la nuova normativa.

LE LINEE GUIDA DEL PIANO DEL PRESIDENTE

Il focus del progetto di legge di riforma era correggere i problemi del sistema sanitario americano, sia garantendo una copertura ai non assicurati sia  fornendo l’assicurazione a costo ragionevole anche a chi godeva di “condizioni pre-esistenti”. L’idea di base era che si sarebbe richiesto a tutti di sottoscrivere un’assicurazione sanitaria e che questo si sarebbe potuto ottenere attraverso “scambi” via Internet. Gli acquirenti di polizze avrebbero potuto confrontare e sottoscrivere online piani assicurativi proprio come si fa shopping sui siti tipo Amazon.com. I nuovi piani avrebbero offerto coperture migliori dei precedenti e il governo avrebbe elargito sussidi alle famiglie che guadagnano meno dei salari medi. Ovviamente tutto questo avrebbe comportato dei costi, così il presidente aveva necessità di trovare un modo per ricavare i finanziamenti necessari per il suo progetto. Una parte della soluzione è stata tassare le vendite di apparecchi medicali, l’altra richiedere a tutti gli Americani di sottoscrivere un’assicurazione.

TUTTI GLI AMERICANI OBBLIGATORIAMENTE ASSICURATI

Un aspetto chiave del mercato della salute è che si tende a consumare più assistenza sanitaria a mano a mano che si avanza con l’età. Da ventenni e da trentenni andiamo dal medico molto raramente, di solito per un problema serio o per la nascita di un figlio. Ma dopo i 40 cominciamo ad andarci più spesso, e a ricevere trattamenti per una serie di disturbi che crescono con gli anni. Come abbiamo sottolineato nel primo articolo su questo argomento, molti dei non assicurati erano giovani e piuttosto in salute; obbligando i giovani a comprare assicurazioni, certo non a buon mercato, si sarebbe ricavato il denaro sufficiente per coprire le spese addizionali necessarie per assicurare le persone più anziane e quelle molto malate. Così nella legge è stata inserita una disposizione per la quale ciascuno avrebbe dovuto acquistare un’assicurazione malattia. Se uno non lo avesse fatto, allora sarebbe scattata un’ammenda/tassa a partire dall’1% del reddito e crescente nel tempo.

I TIMORI DEI CONSUMATORI PER IL RUOLO DELLO STATO

Il programma di Obama è stato approvato nel 2010 con partenza prevista per il 2014, in modo da dare tempo al governo di predisporre i siti Internet statali e trovare le compagnie di assicurazione che offrissero le polizze. I consumatori americani erano un po’ agitati (nella foto manifestazioni contro il “veleno” della riforma Obama) per il crescente coinvolgimento del governo in un settore così importante dell’economia. C’era il timore che l’Obamacare rappresentasse il primo gradino verso una “medicina socializzata” o un sistema nel quale il governo “dirigesse” il sistema sanitario in quanto unico pagatore. In un sistema del genere ci sarebbe probabilmente meno innovazione e il livello dell’assistenza potrebbe in qualche misura peggiorare. Per neutralizzare questi timori Obama ha affermato ripetutamente che “se ti piacciono il tuo piano assicurativo e il tuo dottore, puoi tenerteli”. Era un argomento potente perché dimostrava che il piano del presidente Obama avrebbe aiutato quelli che erano insoddisfatti della loro assitenza sanitaria ma avrebbe lasciato liberi quelli che erano contenti di quanto avevano già. Sfortunatamente, come vedremo nel prossimo articolo, ciò si è rivelato falso.

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