Gli Stati Uniti hanno tre problemi principali che stanno causando difficoltà politiche ed eventualmente di mercato. Prima però vediamo un momento  il sistema americano, che differisce notevolmente da quello italiano.

Negli Stati Uniti c’è attualmente un governo “diviso”, con i Repubblicani che hanno la maggioranza alla Camera, i Democratici che hanno la maggioranza al Senato e un presidente Democratico. In questa situazione è molto difficile approvare qualsiasi legislazione controversa: i Repubblicani possono bloccare qualunque legge Democratica alla Camera mentre il Senato e il Presidente possono bloccare qualunque legge Repubblicana.

In questo contesto l’unica possibilità di approvare una legislazione è quando in agenda c’è qualcosa che rappresenta un’assoluta necessità. Se una cosa va fatta per forza (per esempio un bilancio per il nuovo anno fiscale), allora l’altra parte può tentare, sapendo che una qualche legge deve comunque essere approvata, di inserire i propri obiettivi nel provvedimento.

Ora ci sono tre distinte questioni che si pongono tutte più o meno nello stesso momento.

1) L’anno fiscale finisce oggi 30 settembre: senza un nuovo bilancio il governo deve chiudere bottega, solo alcuni dipartimenti (come la Difesa e le Poste) resteranno aperti.

2) Il tetto al debito (il massimo indebitamento che il governo è autorizzato ad avere) verrà raggiunto tra circa due settimane. Se questo tetto non verrà alzato, allora gli Stati Uniti non saranno in grado di prendere denaro a prestito per pagare i conti del governo.

3) Domani primo ottobre il nuovo Piano di assistenza sanitaria comincerà a offrire le sue coperture assicurative.

I Repubblicani vogliono ridurre la spesa e cancellare (o almeno rinviare) il Piano di assistenza sanitaria. I Democratici vogliono spendere di più e consentire che il Piano parta. Nessuna delle due parti è in grado di convincere l’altra a sostenere il proprio programma: così il compromesso finale si troverà in qualche punto intermedio.

I Repubblicani vogliono mostrare agli elettori che si preoccupano del bilancio statale e che cercano di stoppare l’assistenza sanitaria, che di questi tempi tra gli elettori non è molto popolare. Ma se il governo smetterà di lavorare per più di qualche giorno, o ci saranno  problemi con il pagamento degli interessi sul debito pubblico, nei sondaggi i Repubblicani “soffriranno”. Alcuni Democratici, dall’altra parte, sono riluttanti a mostrare troppo sostegno al Piano sanitario, e preferirebbero non dover votare a favore. Entrambe le parti stanno guardano con grande attenzione ai sondaggi.

L’esito probabile è che tra un paio di settimane avremo dimenticato tutta l’eccitazione che c’è adesso. Ma in queste prossime settimane tutti gli occhi saranno puntati su Washington per vedere se il governo “chiude”, se il Piano di assistenza sanitaria verrà rinviato e se il tetto al debito verrà raggiunto.

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