Come risparmiare e come spendere: i consigli quotidiani di GenteMoney.it

Finalmente qualcosa si muove a favore del settore immobiliare. I segnali delle ultime settimane indicano che le banche stanno restringendo gli spread  (margini di interesse in più su un tasso ufficiale) con cui operano nel campo dei mutui immobiliari. Ciò significa oneri più bassi per i clienti e quindi probabile maggiore convenienza a investire in immobili. In particolare sarebbero favoriti coloro che chiedono una quota di mutuo ridotta percentualmente rispetto al valore totale del bene. Sul mercato si vedono ora anche spread del 2,5% sull’Euribor a tre mesi, percentuale che sale oltre il 3% se la quota da finanziare cresce.

ORA LE GIOVANI COPPIE SONO FAVORITE: ECCO COME

In questo contesto entrano ora in scena ABI (Associazione Bancaria Italiana) e CDP (Cassa Depositi e Prestiti) con un’intesa per rendere disponibili fondi destinati proprio ai mutui. L’operazione intende favorire l’accesso al credito di giovani coppie (un componente con meno di 40 anni e l’altro con meno di 35), famiglie con disabili e nuclei numerosi (con tre figli a carico) e riguarda sia le ristrutturazioni sia l’acquisto di abitazioni. Nel primo caso la durata massima ammessa è di 7 anni e nel secondo di 25 anni. L’iniziativa è partita martedì 10 dicembre e gli importi massimi finanziabili risultano di 100.000 euro per le ristrutturazioni e di 250.000 euro per gli acquisti. La novità si aggiunge a una precedente, annunciata in autunno, e che prevedeva di fatto che lo Stato fosse garante del 50% del prestito, in caso di insolvenza, ma solo per giovani coppie di età inferiore ai 35 anni.

SEMPLIFICARE BUROCRAZIA E TEMPI

Tutto questo è proficuo nell’attuale fase di crisi del mercato immobiliare. Occorre però che a parole e promesse seguano i fatti, con una concretizzazione reale degli intenti, grazie a una semplificazione degli iter burocratici. Il tempo degli impegni formali è finito. Le fasce deboli della società vanno aiutate concretamente e con interventi su larga scala. Nel primo semestre del 2013 il numero di mutui erogati è sceso del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma nel secondo trimestre il calo è stato di solo il 2,4% contro il -6,3% del primo trimestre. La flessione continua a interessare tutte le aree geografiche del Paese. Solo nel secondo trimestre e unicamente per Nord-Est (+2,6%) e Centro (+0,2%) si sono registrati timidi segnali di ripresa.

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