L’indicatore di volatilità (Vix) dell’S&P 500, il più importante indice di Borsa di Wall Street, ha superato il livello 15. Per i non esperti ciò può voler dire poco, ma per gli addetti ai lavori è questa la prima barriera fra tranquillità e possibile inizio di una fase di tensioni. Non a caso l’indice Vix è chiamato anche “indice della paura”. La seconda e più decisiva barriera è a livello 20. Tutto si deciderà nelle prossime giornate, anche perché l’attesa su decisioni più chiare da parte della Federal Reserve Usa, in relazione a tempi e modalità di una normalizzazione sul “Quantitative Easing”, è uno dei temi che portano nervosismo. Così come il pessimo andamento di alcune Borse emergenti. Il fatto preoccupante non è tanto il livello raggiunto dal Vix, ancora entro i limiti della tollerabilità, quanto l’improvviso balzo di oltre il 5% registrato per ben due giorni questa settimana, pur con indici di Borsa non eccessivamente negativi. Nelle ultime ore i segnali provenienti dai maggiori analisti vedono acque mosse per le prossime sedute. Tali timori e il balzo dell’indice di volatilità non fanno ben sperare.

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