E’ un buon segnale, ma deve proseguire per confermarsi tale. Negli ultimi giorni le grandi specialiste del settore minerario mondiale sono tornate a primeggiare sui listini europei (e non solo), dopo mesi di forti delusioni. Da venerdì scorso, e il trend è continuato prepotentemente anche ieri a Londra – Borsa leader per questo settore – sono le aziende dell’estrazione di minerali a dominare la scena.

Evraz, gruppo anglo-sovietico specializzato nella metallurgia pesante (ferro e carbone, con vari laminatoi in giro per il mondo), controllata dal magnate Roman Abramovich, ha registrato un rimbalzo di oltre il 20%, sebbene forse ormai scesa sotto il livello dei 100 pence contro gli oltre 400 pence di inizio 2012.

La messicana Fresnillo, con sede a Londra e attività estrattive nel centro America (argento e oro) ha segnato una consistente ripresa delle quotazioni, passando in pochi giorni da 924 a 1103 pence.

Bene anche Randgold, Anglo American, Rio Tinto e BHP Billiton, sebbene con incrementi meno vistosi; in alcuni casi inversioni al rialzo si erano avvertite nelle settimane precedenti.

Tutto questo avviene mentre i futures non fanno presagire un trend altrettanto marcato. I futures sono i contratti a termine con cui sono quotate le materie prime, il cui acquisto – operazione prevalentemente riservata agli operatori professionali – significa l’impegno a comprare a una certa scadenza e a un certo prezzo per esempio del rame (copper) o dell’argento (silver). Alcuni hanno segnalato una leggera crescita sulle brevi scadenze, con la sola eccezione dell’argento, che sui contratti con termine a settembre ha fornito robusti segnali di risveglio.

E SUGLI ETC COSA SUCCEDE?

Lo scatto dell’argento si è riflesso in un rimbalzo dell’Etc Etfs Silver. Ricordiamo che l’Etc è lo strumento più semplice per trattare le materie prime da parte dei piccoli e medi investitori, attraverso qualsisia piattaforma di trading o sportello bancario. Quello sull’argento sceso al supporto dei 15,83 euro, in pochi giorni è salito oltre i 17,5 euro, con un segno positivo ieri del 4,5%, sebbene da inizio anno la performance sia pesantemente negativa (-30,3%). Solo il superamento dei 18,32 euro sarà però decisivo come segnale di forza. Meno pronunciato il trend dell’Etc Etfs sull’oro (gold), che si muove ancora in una fase di congestione e da gennaio ha perso il 20,5%. Il vero termometro è rappresentato però dal rame (copper, nella foto una miniera a cielo aperto), per le sue numerose applicazioni in campo industriale. E’ questo un indicatore strettamente correlato con l’economia. Da qualche giorno fornisce buoni segnali, sebbene non sufficienti a far sperare in una consistente ripresa della domanda a livello internazionale.

INDICAZIONI CONTRASTANTI

Non tutti i rilevatori si muovono nella stessa direzione, ma la ripresa delle quotazioni delle società minerarie potrebbe rappresentare un indizio di avvio di un rilancio dell’economia mondiale. Per ora resta un’avvisaglia, che richiede conferme più vigorose. Per chi investe in Borsa il rilancio delle società minerarie rappresenta invece un’occasione da monitorare con attenzione. I loro fondamentali sono quasi sempre buoni e le quotazioni erano scese troppo, calamitando tutto il pessimismo di un quadro generale dalle tinte fosche. Ora nei cieli non si vede l’arcobaleno, ma le nubi più grigie stanno forse per diradarsi.

photo credit: Loco Steve via photopin cc