Oltre 4 mila chilometri di confine sono poca cosa rispetto alla demarcazione attuale nel contesto economico-finanziario fra Russia e Cina. Se fino a non molti mesi fa il pendolo delle preferenze si sarebbe mosso a favore di Mosca, oggi la situazione si è invertita e Pechino appare la prescelta. Le troppe tensioni geopolitiche e le ritorsioni economiche contro l’ex Impero sovietico hanno ribaltato un quadro che sembrava ben delineato e le relative Borse ne stanno risentendo: negativamente il Micex di Mosca, che ha perso l’8% nell’ultimo mese; positivamente il CSI 300 di Shanghai-Shenzhen che invece ha guadagnato parecchio: +10%.

IL DIVARIO SI RIPERCUOTE SUGLI ETF: IL MICEX RUSSO ANDRA’ ANCORA PIU’ GIU?

Chi è posizionato sugli Etf  Russia ha avuto in realtà ampi segnali di un trend negativo. Da mesi ormai si susseguono infatti massimi e minimi discendenti dei relativi grafici, conferma di un peggioramento in fase di accelerazione. Il Lyxor Etf Russia (Isin FR0010326140) lo attesta, con una volatilità rilevante, effetto delle notizie contradditorie su politica ed economia del Paese. Da inizio luglio ha subito un forte incremento al ribasso, passando da 30 a 25 euro, ma sui 25,2 ha incontrato un supporto che si sta rivelando più forte di quanto forse si pensasse. E’ difficile identificare al momento attuale un netto cambio di direzione, sebbene nelle ultime sedute si siano registrate tre candele verdi (rialzi, ndr). Non si nota nessun vero segnale di inversione e quindi è consigliabile seguire i movimenti, sfruttando all’occasione eventuali rimbalzi per trading veloci, facendo però attenzione agli spread denaro-lettera (differenziale tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita) talvolta un po’ dilatati.

IL CSI 300 CINESE CONTINUA A SALIRE: CONVIENE ANCORA?

Le tensioni sul fronte mediorientale ed europeo non toccano la Cina, che sembra sfruttare a sua favore l’attuale complesso momento. Fra i vari Etf che replicano questo mercato asiatico, di cui alcuni però estesi anche alla piazza di Hong Kong, il DB X-Trackers Ftse China 25 (Isin LU0292109856) consente una buona fotografia del quadro attuale. Da maggio le giornate positive si sono succedute quasi continuamente e solo negli ultimi giorni si è notata un po’ di debolezza, in corrispondenza di una resistenza importante (24,3 euro), superata la quale si aprirebbe un breve percorso per raggiungere un’altra resistenza (25,1 euro), che corrisponde ai massimi delle ultime 1000 sedute. E’ inevitabile quindi una certa volatilità, perché i presupposti dell’economia cinese appaiono solidi, sebbene non tali da ipotizzare ritorni di crescita del Pil simili a quelli del primo decennio del secolo. Positività quindi, ma con una certa ponderatezza, anche perché il CSI 300 comincia a essere un po’ caro.

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