Come spendere meglio e come risparmiare: i suggerimenti di GenteMoney.it.

E’ uno dei fenomeni commerciali con il maggiore tasso di crescita: lo scambio o permuta (o riuso) di oggetti di ogni tipo, che sta alla base del baratto, ha registrato un vero boom in Italia nel corso dell’anno appena concluso, grazie anche a nuovi siti e inediti eventi specializzati che lo promuovono. In effetti è una formula intelligente, le cui origini vengono da lontano. Piace soprattutto ai giovani, meno affezionati al possesso degli oggetti rispetto alle generazioni più mature. Comporta tuttavia una conoscenza di come va organizzato e gestito. Ecco 10 suggerimenti utili.

IL DECALOGO DEL BUON BARATTATORE

1)  Come definita dall’art.1552 del Codice Civile, la permuta è “il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose o di altri diritti da un contraente all’altro”. Differisce dalla vendita in quanto scambio di diritto contro diritto, mentre la vendita rappresenta lo scambio di un diritto contro un prezzo. Nonostante ciò le norme che regolano la vendita, definiscono, in quanto compatibili, anche la permuta, come stabilito dall’art. 1555 dello stesso Codice.

2) Non è un deposito in conto vendita: va subito precisato che la permuta consiste nello scambio diretto di beni o servizi e non nel proporli per esempio su una piattaforma Internet da cui si ottiene un importo in crediti, cioè in una specie di moneta virtuale, con cui si può poi acquistare dell’altro. Sia chiaro: quest’ultima soluzione è innovativa, intelligente e può comportare minori difficoltà rispetto al baratto diretto. Ma richiede la partecipazione a un meccanismo che occorre comprendere bene e che è regolato da una struttura di natura diversa.

3) Ci sono degli oggetti più richiesti: sono soprattutto quelli legati a passioni. E’ il caso di libri, Dvd, Cd e giochi elettronici (nella foto). Meno praticato lo scambio di oggetti, quali vestiti, mobili, elettrodomestici, ecc. Il mercato, in altre parole, è più propenso verso quanto ha un valore oggettivo, piuttosto che rispetto a beni in cui il fattore gusto individuale o l’utilizzo personale svolgono un ruolo importante. Ciò non esclude che si registrino anche forme di permuta per esempio di abbigliamento, ma comunemente regolate attraverso intermediari, anche per questioni di natura pratica.

4) Attenzione a non proporre lo scambio di beni su cui vige una proprietà intellettuale vincolata per esempio da copyright. Prima di farlo occorre informarsi bene se li si può immettere in un circuito che resta pur sempre di natura commerciale.

5) La proprietà di quanto si propone deve essere certa. Lo scambio non può avvenire per esempio per oggetti trovati occasionalmente o avuti in prestito o acquistati incautamente. E’ il caso di verificare sempre che non si tratti di falsi o di oggetti contraffatti.

6) E’ inopportuno, se non vietato (per ragioni diverse, che possono anche avere una motivazione giuridica), scambiare animali, armi, prodotti alimentari, tabacchi, oggetti pericolosi o riproduzioni di musiche, film e software copiati in ambito personale.

7) Attenzione alla terminologia utilizzata nei messaggi di proposta per invogliare lo scambio di prodotti. Se si usa la parola “nuovo” significa che dispone ancora dell’imballaggio originale; se “come nuovo” che lo si è utilizzato per breve tempo; se si dice “in buono stato” vuol dire che non ha difetti, sebbene presenti qualche traccia di usura; se si definisce “usato”, l’oggetto denota un impiego intenso, ma comunque può ancora svolgere la funzione per cui è stato concepito.

8) Lo scambio di oggetti non funzionanti deve essere definito come tale. Un vecchio giocattolo può essere proposto purché si precisi che ha una serie di difetti che ne impediscono l’utilizzo come in origine. Lo stesso deve avvenire nel caso di tutti quei beni per i quali chi acquista sceglie più per passione che per uso reale.

9) E’ assolutamente opportuno verificare che l’oggetto in permuta non abbia imperfezioni che possano comportare rischi per chi lo ritira, anche non apparentemente determinabili.

10) Non sono sporadici i casi in cui manca la totale parità nel valore delle cose scambiate, e si rende necessario quindi un conguaglio in denaro. In tal caso vengono combinati gli istituti giuridici della permuta e della vendita. E’ da ritenere che si resta nell’ambito della permuta quando il conguaglio non supera il valore del bene scambiato; in caso contrario ci si trova nell’ambito della vendita.

La permuta è utile, sotto certi profili anche divertente, ma è pur sempre un contratto fra due parti diverse. Occorre ricordarlo per evitare di cadere in errori o trappole del tutto inutili e ancor meno piacevoli.

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