Sono in vista le prime scadenze del processo di integrazione dei pagamenti in euro che coinvolge  32 Paesi in Europa. Ecco che cosa cambierà dietro le quinte di bonifici, Rid e altre forme di pagamento.

Quasi un anno fa la Banca D’Italia (Provvedimento n° 85 del 12 febbraio 2013) aveva dato attuazione al Regolamento UE n° 260/2012, che ha l’obiettivo di creare all’interno della cosiddetta Area SEPA un mercato integrato dei pagamenti in euro, in sostituzione degli attuali servizi di pagamento nazionali. Il risultato sarà un allineamento agli standard europei in termini di convenienza, sicurezza ed efficacia.

La SEPA (Single Euro Payements Area) è il progetto di integrazione dei servizi di pagamento in euro forniti con strumenti alternativi al contante; rappresenta l’area in cui cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni ed altri operatori economici effettueranno/riceveranno pagamenti in euro,  sia all’interno dei confini nazionali che fra Paesi che ne fanno parte, secondo condizioni, diritti e obblighi uniformi. Fanno parte dell’area SEPA i 27 membri dell’Unione Europea (UE) con l’aggiunta di Islanda, Norvegia, Svizzera, Lichtenstein e Principato di Monaco. All’interno dell’area SEPA tutti i pagamenti diventeranno “domestici” e non sussisterà più alcuna differenziazione tra pagamenti nazionali e transnazionali.

A tale scopo, il Provvedimento di Bankitalia ha stabilito quanto segue:

-  entro il 1° febbraio 2014, le banche provvederanno a “migrare” i servizi nazionali di bonifico in euro e di addebito nazionale diretto  (i cosiddetti RID) in area SEPA, rispettivamente verso i servizi SEPA credit transfer (SCT) – consentendo di effettuare pagamenti con le stesse modalità di oggi e verso i servizi di addebito diretto SEPA direct debit (SDD). Fino al 1° febbraio 2014, potranno coesistere tutti i servizi sopracitati. La migrazione ai servizi SCT e SDT non dovrà comportare incrementi alle condizioni economiche ad oggi applicate. L’unico codice identificativo del conto di pagamento sarà l’IBAN, già adottato in Italia, mentre il BIC non potrà più essere chiesto alla clientela dal 1° febbraio 2014 per i pagamenti nazionali e dal 1° febbraio 2016 per quelli transfrontalieri.

- la migrazione dei RID finanziari (che consentono l’incasso di operazioni di pagamento collegate a strumenti finanziari) e dei RID a importo fisso avverrà solo a fare data dal 1° febbraio 2016; 

- in tema di addebiti diretti sul conto, i consumatori-debitori potranno impartire disposizioni al proprio istituto di credito (o altro intermediario) di bloccare ogni richiesta di addebito diretto sul proprio conto o redigere liste di creditori indesiderati ovvero accettati, stabilendo anche importi massimi o specifiche periodicità per l’incasso degli addebiti,

- Non sono soggetti a migrazione le carte, i MAV, i RAV, le RI.BA, i bollettini postali e bancari nonché i bonifici “urgenti” (così definiti, in quanto altamente prioritari e principalmente di ammontare elevato);

- solo per le aziende che incassano tramite RID, sarà introdotto un servizio opzionale e aggiuntivo rispetto agli schemi di addebito diretto (SDD). Tale ulteriore servizio (SEDA) andrà, di fatto, a sostituire l’attuale servizio “Deleghe RID allineamento archivi”. Il SEDA consiste nello scambio fra il Creditore/Beneficiario e la banca del Debitore/Pagatore, attraverso la Banca di Allineamento, di flussi elettronici di allineamento relativi alle informazioni contenute nei mandati SEPA. Mediante lo scambio e il controllo delle informazioni relative al mandato, SEDA, consente alla azienda creditrice di:

a) accertare il possesso del sottoscrittore del mandato della facoltà ad operare sul conto indicato nel mandato e che lo stesso conto sia attivo e “addebitabile” tramite SDD prima dell’emissione dell’incasso;

b) ricevere comunicazione di eventi propri del ciclo di vita del mandato (variazioni, Iban, revoche).

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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