La Grecia ripagherà davvero il suo debito, come le ultime rassicurazioni del neo premier Tsipras farebbero credere?  Nel frattempo si teme per altri bond a rischio. Alcuni governi sono vicini a possibili default (insolvenza) o comunque ristrutturazioni delle obbligazioni in circolazione, con probabili tagli delle cedole o allungamenti delle scadenze. Tra i Paesi sull’orlo di una crisi da deficit eccessivo ci sono per esempio Venezuela ( nella foto il presidente Nicolas Maduro), Ucraina e Bielorussia. E’ vero che si tratta di realtà abbastanza marginali nel contesto economico mondiale, ma i loro bond sono comunque presenti sia in fondi di investimento più aggressivi sia nei portafogli di non pochi investitori privati, che pur agiscono con obiettivi puramente speculativi.

LA SITUAZIONE A MAGGIORE RISCHIO: I TITOLI DEL VENEZUELA 

Dal punto di vista macroeconomico la situazione peggiore è quella del Venezuela, da anni in difficoltà a causa di gestioni politiche senza controllo, che hanno portato Caracas dentro a una lunga crisi,  ulteriormente aggravata dal crollo dei prezzi del petrolio, principale risorsa del Paese sudamericano. I titoli di Stato venezuelani, espressi in parte in dollari Usa, hanno subito una pressione al ribasso negli ultimi mesi. Per esempio la scadenza 2027 con cedola 9,25% quota sui 36,5 dollari Usa, quando nell’estate scorsa girava fra 80 e 90 dollari: un crollo.Un altro caso significativo si riferisce a un bond in euro, il 2015 con cedola 7%, che dovrebbe essere rimborsato il 16 marzo. La logica vorrebbe che quotasse sui 100. Invece – a un mese e mezzo dalla sua fine naturale – si muove ancora fra 95 e 95,5, confermando i dubbi che possa aprire la strada a un default pilotato, sebbene non sia comunque da escludere l’ipotesi di un normale rimborso.

UCRAINA E BIELORUSSIA: PAESI MARGINALI, MA NON PIU’ DI TANTO

I due Paesi dell’Europa dell’est – Ucraina e Bielorussia – danno segnali altrettanto preoccupanti, sebbene su questi emittenti le posizioni detenute da investitori occidentali appaiano modeste, anche perché si tratta di situazioni da tempo sotto esame. Il bond Ucraina 6,75% scadenza 2017, espresso in dollari Usa, in poco più di sei mesi è sceso da circa 100 agli attuali 53 dollari, con rendimento a scadenza del 33%, assolutamente anomalo e indicativo di un possibile default a medio termine.

La Bielorussia è un piccolo emittente, del tutto trascurato da parte degli investitori italiani. Per fortuna, poiché i suoi titoli hanno subito una violenta pressione al ribasso nelle ultime sedute, a causa di notizie poco positive sulla tenuta del debito pubblico da parte di Minsk.

POSSIBILE IMPATTO NEGATIVO PER GLI EMERGENTI?

Quattro Paesi in difficoltà quasi allo stesso tempo sono tanti e un’eventuale concatenazione di default o comunque di ristrutturazioni dei debiti avrebbe un impatto psicologico anche sui titoli di Stato non coinvolti direttamente in tali vicende. In particolare l’effetto potrebbe essere maggiore per le obbligazioni dell’area emergente, oggi molto solide e con buone prospettive di crescita, ma certamente influenzabili da notizie negative sui fronti citati, anche perché riferite comunque in buona parte all’area europea, dove i fattori di crisi sono già più che cospicui.

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