Rientro dei capitali detenuti all’estero, paura di un fisco invasivo e sfiducia negli investimenti tradizionali? Se questo è il vostro caso ecco la risposta forse migliore per investire denaro: acquistare diamanti. E’ un impiego di capitali che ha molti vantaggi, ma che comporta inevitabilmente dei rischi. Oggi parliamo dei primi. Li abbiamo riassunti in sette punti.

1) LA PRODUZIONE SI STA ESAURENDO

Negli ultimi anni non si sono trovati nuovi giacimenti e le prospettive indicano che i margini di ritrovamento si stanno riducendo sempre più.

2) LA QUANTITA’ DISPONIBILE E’ BEN DEFINITA

Secondo gli esperti del settore la quantità estratta finora nel mondo, dalla scoperta di questo minerale prezioso, è stata di 500 tonnellate in tutte le diverse miniere sfruttate  La produzione attuale si aggira sui 100 milioni di carati, di cui però solo un 20% riguarda gemme di qualità.

 3) LA QUALITA’ E’ FACILMENTE DETERMINABILE

Si basa su quattro fattori, che nella lingua inglese sono riassunto come le “Four C” (Quattro C): il Peso (Carat), il Colore (Color), la Purezza (Clarity) e il Taglio (Cut). Qualsiasi esperto li sa facilmente identificare.

4) HANNO UN PREZZO STABILE NEL TEMPO

Le crisi passano, abbattono i prezzi delle azioni e degli immobili, ma non hanno conseguenze sui diamanti, considerati beni rifugio per eccellenza e spesso preferiti anche perché facili da occultare e trasportare.

5) BATTONO L’INFLAZIONE

Storicamente i loro prezzi tendono ad aumentare più dell’inflazione, di circa un punto o anche un punto e mezzo. C’è chi sostiene che si tratta dell’unico vero modo per battere l’aumento del costo della vita, che sotto certi profili i diamanti anticiperebbero.

6) LA RICHIESTA E’ IN CONTINUA CRESCITA

In presenza di un’offerta in riduzione (cresce solo del 2,5% l’anno) la domanda di diamanti lievita e arriva soprattutto dai Paesi emergenti, dove vengono considerati un bene insostituibile.

6) LE COMPRAVENDITE AVVENGONO SU UN MERCATO GLOBALIZZATO

Forse ancora di più di quello dell’oro, frenato dalla componente peso e quindi dalla non facile trasferibilità, oltre che dalla volatilità dei prezzi. Acquistare un diamante ad Anversa, capitale storica del settore, e rivenderlo a Singapore è facile come comprarlo a Valenza Po, principale centro commerciale italiano, e contrattarlo a Roma. Attenzione però: occorre sempre preferire quelli dotati di un certificato rilasciato da un istituto specializzato e rivolgersi soltanto a operatori professionali e riconosciuti. Mai negoziare direttamente con controparti private, perché rischiose.

7) NIENTE TASSE,  SALVO L’IVA

Fondamentale: si è esenti da qualsiasi imposizione fiscale sulle plusvalenze, anche se raccomandiamo di seguire tutte le normative sulla tracciabilità e di conservare documenti di acquisto o di eventuale vendita. Naturalmente se si compra attraverso i canali commerciali si è sottoposti all’Iva. Dopo però si è liberi di conservare i diamanti senza rischi di tasse di successione, patrimoniali, ecc.

Tutto semplice? Naturalmente no. Ci sono anche delle incognite che vanno attentamente valutate da chi intenda acquistare diamanti. Ne scriveremo in un successivo articolo.

Photo: courtesy De Beers