E’ partita la stagione delle fusioni e acquisizioni bancarie, che sarà il tema dominante dell’annata. In Veneto il via è venuto dalla Popolare di Vicenza, che ha ammesso di essere interessata ad assorbire Veneto Banca. Si tratta di due realtà non quotate in Borsa e quindi di più facile integrazione. La seconda attraversa una fase di ristrutturazione, che imporrà un rafforzamento patrimoniale, auspicato fra l’altro da Banca d’Italia.

GUARDANDO ALLA BORSA

C’è chi ha sostenuto l’ipotesi che l’abbinata sia in futuro candidata a una quotazione a Piazza Affari. Dove invece c’è già Banca Popolare Etruria e Lazio, che in un mese ha registrato una performance di circa il 15%. Il perché è presto spiegato. A questo istituto, fondato ad Arezzo nel 1882 e presente soprattutto nel Centro Italia con 175 sportelli, sono interessate – per un’acquisizione – la stessa Popolare di Vicenza (non si sa se in alternativa all’operazione Veneto Banca, nel caso il matrimonio con quest’ultima non si realizzasse) e BPER (Banca Popolare Emilia Romagna), oltre – si dice – a Ubi e Credem.

POPOLARE ETRURIA E’ UN TITOLO DA COMPRARE?

Ieri il titolo di Popolare Etruria ha accelerato al rialzo, guadagnando il 2,92%, con un prezzo di chiusura di 0,74 euro.Nei giorni scorsi sembrava che l’opzione BPER fosse destinata al successo, ma la riapertura di una contesa per il controllo di Popolare Etruria ha riportato acquisti sul titolo, da inizio anno in rally, con ampi margini di proseguimento. Da un punto di vista grafico la prima resistenza è lontana (a 1,078 euro), ma soprattutto le medie mobili sono al rialzo e più in particolare quella determinante a 200 sedute, che proprio nei giorni scorsi ha incrociato al rialzo la linea dei prezzi. Se la contesa per il controllo dovesse accendersi, è certo che l’azione Popolare Etruria ingloberebbe potenzialità per un’ulteriore corsa.