Quando le grandi aziende non vanno benissimo capita spesso che l’uscita del numero uno, a torto o ragione giudicato responsabile dei mancati successi, susciti una reazione positiva della Borsa. E’ accaduto anche per Steve Ballmer (nella foto). E’ bastato l’annuncio della sua uscita da Microsoft per far scattare un rally del titolo e far diventare il cinquantasettenne top manager, che già è uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo, ancora più ricco. Il 23 agosto, dopo la comunicazione delle sue dimissioni da Ceo (Chief executive officer, l’amministratore delegato degli americani), le azioni Microsoft hanno infatti compiuto un balzo del 9%, per attestarsi tra quota 34 e 35 dollari (oltre il 7% in più del giorno prima), livello intorno al quale hanno poi continuato a oscillare (ieri 26 agosto alle 18 italiane il titolo valeva 34,38 dollari).

Il MarketWatch del Wall Street Journal gli ha fatto subito i conti in tasca: prendendo il prezzo di metà mattina del primo giorno, quello del balzo, Ballmer – che possiede 333 milioni di azioni del colosso di Redmond – è diventato più ricco di ben 800 (ottocento!) milioni di dollari. Con il solo guadagno di Borsa di quella mattina, generato dalla notizia del suo abbandono della società fondata da Bill Gates e Paul Allen, si sarebbe potuto regalare in un colpo 27.000 Rolex d’oro da 30 mila dollari l’uno. Mica male anche per uno che tra stipendio e altre voci portava a casa circa 16 milioni di dollari l’anno e che ha un patrimonio, secondo la classifica di Forbes, di 15,2 billions (miliardi di dollari) che ne fanno il 51° super ricco del pianeta e il 19° tra gli americani.

La storia recente di Wall Street è piena di saluti all’insegna del rialzo per top manager dimessi o cacciati. Quando fu estromessa la Ceo Carly Fiorina, il 9 febbraio del 2005, il titolo Hewlett Packard guadagnò in un botto il 6,9%. Addirittura un +8,65% mise a segno Yahoo! Il 17 novembre 2008 per l’uscita del co-fondatore Jerry Yang. Applausi borsistici (+5,4%) anche per la “successora” Carol Bartz, costretta a lasciare il posto da numero uno di Yahoo! neanche tre anni dopo.

Più recentemente ha fatto notizia il clamoroso recupero in Borsa di Groupon dopo l’estromissione – il 28 febbraio 2013 – del Ceo Andrew Mason, il fondatore che aveva dichiarato che si sarebbe cacciato da solo, se questo fosse stato nell’interesse della società, ma che era stato preceduto dalle drastiche decisioni del consiglio di amministrazione. Con Mason alla guida il titolo aveva perso il 24%, all’indomani dell’annuncio dell’uscita è rimbalzato a Wall Street del 12% in un solo giorno.

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