L’indice FtseMib di Piazza Affari potrebbe toccare nei prossimi 12 mesi i 21.000 punti (cioè il 16% in più delle attuali quotazioni) per poi puntare anche a quota 23.000 – 24.000. punti. A patto che la situazione politica nazionale non precipiti e non si materializzi uno scenario deflattivo. In un contesto invece non estremo, il settore nel quale trovare le migliori opportunità è quello assicurativo ramo danni. Sono queste le principali indicazioni formulate da Massimo Trabattoni, advisor dei fondi Lemanik Italy e Lemanik High growth: il secondo vanta  performance nettamente al di sopra degli indici di Piazza Affari sia nel 2013, sia a un anno, sia a 3 anni.

Dopo il rally che va avanti da giugno, ritiene che Piazza Affari possa ancora salire nel 2014? 

Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito ad una fortissima spinta a rialzo del mercato azionario italiano. Dalla fine di giugno il FtseMib ha registrato un risultato cumulato di circa il 25%, mentre la performance del nostro fondo Lemanik High Growth è risultata poco inferiore al 30%. In questo periodo il focus degli investitori sulla ricerca di rendimento ha sicuramente favorito l’intero mercato azionario dell’Eurozona e dei Paesi cosiddetti periferici, spostando l’attenzione, e quindi anche i flussi di investimento, dai titoli obbligazionari ad alto rendimento (high yield) o dai Paesi emergenti ai titoli azionari del Vecchio Continente.

Crediamo che ormai gli investitori abbiano superato i timori relativi ad un potenziale crack dell’Eurozona, e che le quotazioni attualmente scontino anticipatamente i primi segnali di ripresa che saranno visibili già nei prossimi mesi. Le ultime previsioni di Banca d’Italia annunciano infatti un ritorno alla crescita nel 2014. In termini di prezzi relativi, inoltre, le valutazioni rendono il nostro Paese particolarmente interessante relativamente ad altri mercati e agli attuali tassi di interesse: dal 2007 a oggi, ad esempio, l’indice italiano ha costantemente sottoperformato i principali indici europei e oggi viene scambiato a valori di p/b e p/e aggiustato per il ciclo molto al di sotto della media di lungo periodo. Tutti questi fattori ci portano a credere che plausibilmente il mercato possa continuare a salire anche nei prossimi 12 mesi. In particolare, se gli operatori continueranno a mantenere una visione di ripresa economica, è possibile che l’indice FtseMib arrivi anche toccare un obiettivo prima sopra i 21.000 e poi tra i 23.000 e i 24.000 punti.

 Quali invece i punti critici o gli ostacoli? 

Attualmente il rischio maggiore resta quello della deflazione. In Europa la continuazione della fase di stagnazione economica che stiamo vivendo rappresenta ancora il principale punto critico. E’ importante, in questo senso, il sostegno delle politiche europee. La nostra è un’economia storicamente trainata dal ciclo Usa; tuttavia, a partire dal 2008, le scelte di politica economica europea sono state per la prima volta divergenti da quelle statunitensi. Se gli Usa hanno preferito una politica di sostegno all’economia costruita su significative manovre di Quantitative Easing, l’Europa ha scelto l’austerity. Il risultato è stato quello di indebolire ulteriormente i Paesi del Sud Europa, già strutturalmente più fragili. L’Italia, in particolare, ha perso autonomia decisionale nella politica monetaria e, con il tetto al deficit, anche nella politica fiscale. Dopo questa importante lezione l’orientamento delle autorità dovrebbe essere fortemente improntato alla crescita e, soprattutto, non penalizzante per i Paesi periferici.

Un altro fattore fondamentale, legato invece strettamente al contesto nazionale, è il delicato equilibrio della situazione politica. L’Italia di fatto ha sempre convissuto con questo tipo di problema, che periodicamente viene messo in evidenza e genera volatilità sui mercati. Il forte spirito imprenditoriale e la flessibilità tipiche italiane hanno tuttavia consentito di gestire gli effetti dell’incertezza politica. Oggi, poi, i fattori più critici sembrano essere stati eliminati e crediamo che semplicemente l’avvio di nuove riforme, a partire da quella sulla legge elettorale, potrebbe segnare un vero e proprio punto di svolta, con una spinta per i mercati finanziari

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