Secondo Barclays l’Eni può arrivare a 21 euro per azione, il 14% in più rispetto alle attuali quotazioni (18,40 venerdì 1 novembre). Non solo  la società petrolifera italiana ha superato in modo significativo le stime sugli utili degli analisti internazionali nel terzo trimestre; ha anche annunciato il lancio di un piano di riacquisto di azioni proprie. A favore dei profitti trimestrali hanno giocato, in parte,  un tasso inferiore delle imposte anticipate, e dall’altro, una migliore performance operativa nella maggior parte delle divisioni. Il gruppo ha ufficializzato l’aspettativa di una produzione annua inferiore nel 2013 rispetto al 2012 ; tuttavia, viste le interruzioni in corso in Nigeria e in Libia, non si è trattata di una sorpresa. Ancora più importante, si prevede un ritorno alla crescita della produzione nel 2014 in virtù di alcuni significativi start-up di nuovi campi . Questo slancio finanziario e operativa ha creato i presupposto per il giudizio positivo sul titolo (OW, sovrappesare in portafoglio) da parte del team European Integrated Oil di Barclays.

E IL DIVIDENDO (CRESCENTE) RESTERA’ SOPRA IL 6%

Eni, secondo gli esperti di Barclays, fornirà la migliore crescita tra le grandi compagnie “integrate” europee. E’ anche l’unico gruppo a grande capitalizzazione che ha buone probabilità di generare un aumento dei rendimenti aziendali nel periodo 2011-16. Tutto questo, combinato con una valutazione attraente e il completamento delle cessioni delle quote in Snam e in Galp e l’avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie, dovrebbe fornire i supporti adeguati per raggiungere il prezzo obiettivo di 21 euro. Barclays ritiene inoltre che il dividendo annuo possa crescere dal 6,1% di quest’anno, al 6,2% nel 2014 e al 6,4% nel 2015.