Dopo aver guadagnato il 15% in pochi giorni, anche oggi  d’Amico Internation Shipping (DIS), compagnia di navigazione del gruppo d’Amico specializzata nei carichi liquidi e quotata a Milano, si mantiene sui massimi dell’anno. Neanche 10 mesi fa valeva 0,25 euro, ora viaggia intorno a 0,65: come dire oltre due volte e mezzo, un rialzo superiore al 150%.

Il picco recente è stato 0,67 euro. E’ ormai troppo tardi per entrare oppure per il titolo c’è ancora ancora spazio di crescita? Per Banca Imi, che a DIS ha dedicato un report diffuso il 6 agosto scorso, quando la quotazione era 0,52 euro, la risposta è affermativa: in quel report il prezzo-obiettivo (target price, cioè la quotazione che il titolo può raggiungere nell’arco di un anno) è 0,81 euro. Saremmo quindi a metà del rialzo potenziale stimato dagli analisti di Banca Imi.

LA RIPRESA PREMIA GLI ARMATORI

Da dove deriva questo ottimismo, condiviso dal mercato? Fondamentalmente dalle prospettive positive che nascono dai benefici che la ripresa economica globale porta a una compagnia di navigazione molto robusta finanziariamente (solo 150 milioni di debiti per un miliardo di capitale a livello di gruppo), con una posizione consolidata sulle principali rotte lungo le quali viaggiano i prodotti petroliferi e dotata di una flotta di navi dall’età media molto bassa (cinque anni) e quindi affidabili ed efficienti. Per il petrolio e i suoi derivati la domanda di trasporto tonnellate/miglia cresce sulla spinta del trend favorevole per le raffinerie nelle aree di estrazione del greggio (Asia e Medio Oriente) e dell’aumento dell’export di prodotti petroliferi, soprattutto gasolio, da parte degli Stati Uniti, che per il consumo domestico usano sempre di più il gas naturale avvicinandosi all’autosufficienza energetica. E le previsioni per gli ultimi mesi dell’anno sono di un ulteriore incremento della domanda mondiale di petrolio.

IN COSTRUZIONE 32 NUOVE NAVI DEL GRUPPO

“Nei nostri budget, pur immaginando uno scenario di inizio ripresa – racconta Giovanni Barberis, da meno di un anno direttore finanziario (CFO) di tutto il Gruppo d’Amico e della società quotata, manager che ha già guidato in carriera la finanza di società come Acea, Hera, Arena e Cremonini – avevamo previsto per il 2013 il noleggio medio giornaliero di una tanker (nave cisterna) a 13 mila dollari: oggi siamo a 15 mila”.  Ma il prezzo dei noli incide non soltanto sui ricavi degli armatori, ma anche sul valore delle navi, che sale appunto con il crescere dei noli. Lo shipping è un business ciclico, dove guadagna di più chi sceglie il momento giusto per investire nella costruzione di nuove navi. Con una decisione presa in una fase bassa del mercato, che si è rivelata poi la vigilia della ripartenza mondiale – spiega Giovanni Barberis – il Gruppo d’Amico ha messo in cantiere complessivamente 32 nuove navi: 10 sono le cisterne destinate a DIS, le altre sono per il trasporto di carichi secchi (l’altra compagnia del gruppo) e di queste 4 sono in joint-venture con il gruppo genovese Coe & Clerici, specializzato nel trasporto del carbone. “Tutte operazioni – tiene a sottolineare il CFO – finanziate per il 40% da noi e soltanto per il 60% a debito, negoziate a condizioni favorevoli con grandi banche internazionali”. Barberis è reduce da due road-show in Svizzera e in Francia dove ha presentato con successo DIS agli investitori internazionali, più abituati a prendere in considerazione e a valutare le società di navigazione. Nell’ultimo periodo il mercato ha movimentato 15 milioni di azioni DIS, con un notevole aumento della liquidità del titolo.

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