La svizzera SGS, uno dei leader mondiale nella certificazione, potrebbe apprezzarsi del 18% nei prossimi 12 mesi. Lo sostiene Jean Philippe Bertschy, analista della banca privata svizzera Vontobel, nel suo ultimo report sulla società. Il gruppo SGS Sa, sede a Ginevra, quotato alla Borsa di Zurigo, capitalizza 16,6 miliardi di franchi svizzeri (circa 13,5 miliardi di euro). Sino al giugno scorso l’azionista principale era la Exxor della famiglia Agnelli, che ha ceduto la propria partecipazione del 15% alla holding belga Groupe Bruxelles Lambert. Presidente del Board of directors (il consiglio di amministrazione) è tuttora Sergio Marchionne, che prima di guidare la Fiat era amministratore delegato di SGS.

La società svizzera fornisce in tutto il mondo servizi di ispezione industriale (nella foto un impianto produttivo automatizzato), analisi, testing, training. In particolare ispeziona aziende, campioni industriali e di laboratorio, analizza e tiene sotto controllo materie prime, petrolio, cibo, colture, prodotti chimici, beni di consumo, macchinari, processi produttivi con l’obiettivo di verificare e certificare la conformità con gli standard industriali o i requisiti normativi.

Per Bertschy il mercato ha già scontato una riduzione degli obiettivi aziendali per il 2014 mentre le incertezze per la fine di questo esercizio dovrebbero essere state eliminate. I profitti aziendali dovrebbero crescere dell’8% quest’anno, del 14% nel 2014 e del 13% l’anno successivo. Il dividendo, che quest’anno è del 2,7%, dovrebbe aumentare al 3,7% il prossimo anno e al 4,2% nel 2015. Il prezzo obiettivo a 12 mesi è di 2.500 franchi svizzeri, il 18% in più di quanto quoti attualmente sul listino di Zurigo.

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