Azionario Giappone, perché no? Ecco due settori tecnologici – la robotica industriale e la diagnostica medicale – nei quali Richard Kaye, gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest che nel 2013 ha guadagnato in euro il 25,90%, ha individuato due aziende che meritano l’investimento. Secondo Kaye non bisogna farsi influenzare dal fatto che pochi oggi consigliano il listino di Tokyo (anche se sull’anno i giudizi non sono univoci): un conto sono l’economia di un Paese e l’andamento dell’indice generale della Borsa, un altro le prospettive delle migliori società di quel Paese e di quella Borsa. E’ un errore, sostiene il gestore di Comgest, associare le fortune del Giappone con i destini delle sue migliori aziende: “Proprio perché si tratta del mercato forse peggio percepito, anche dopo il rialzo del 2013, rappresenta una delle opportunità più ricche per un investitore in cerca di società solide e in crescita strutturale”.

Il portafoglio del comparto Comgest Growth Japan, che nei primi quattro mesi di quest’anno ha limitato le perdite al -4,56% (rispetto al -8,74% dell’indice di mercato), è concetrato in soli 38 titoli i primi 10 dei quali, che pesano per il 35,3% sul totale, sono: Sysmex Corporation, Sugi Holdings Co., Hamamatsu Photonics, Hikari Tsushin Inc., Unicharm Corp, M3, Inc. Hoya Corporation, Murata Mfg Co., Lixil Group Corp , Shimano Inc.
Ma il gestore preferisce concentrarsi su due esempi di società con quartier generale in Giappone che per spiegare al meglio il suo criterio di scelta dei titoli.

1) FANUC (ROBOTICA)

Fanuc e Keyence sono state degli enigmi non solo per investitori operativi sull’azionario giapponese, ma per gli osservatori dell’automazione industriale in tutto il mondo. Non solo creano ottimi prodotti, creano anche ottimi profitti. In contesti positivi o negativi, anche con la valuta contro, entrambe le aziende hanno costantemente ottenuto più del 30% di margine operativo di profitto.

Fanuc fa soldi grazie alla fedeltà nel tempo di un’ampia e solida base di clienti per il suo Numerical Controller. I profitti di Fanuc crescono perché questa base di clienti cresce, per l’ovvia motivazione che la Cina si sta automatizzando, che gli Stati Uniti si stanno re-industrializzando e che i requisiti della manifattura di precisione fanno crescere il ricorso alle macchine. Quasi ogni nuovo elemento della popolazione mondiale di robot e macchine utensili è un incremento al flusso di entrate di Fanuc, a fronte di un minimo incremento marginale dei costi

I fossati che proteggono l’azienda sono stati scavati nel corso dei decenni. Tipicamente la longevità dei robot è di 7 anni e la fedeltà ai Numerical Controller di Fanuc è stata alimentata nel corso di generazioni di robot e macchine utensili. Il confronto tra Fanuc e la concorrente più vicina, la tedesca Kuka, parla da solo: il maggior numero di contratti di esclusiva di Fanuc nel suo core business (il controllo numerico per gli impianti robotizzati) ha permesso guadagni più costanti rispetto a Kuka.

2) HAMAMATSU (DIAGNOSTICA MEDICALE)

Hamamatsu Photonics e Olympus non sono nomi noti, almeno per il loro core business che è, rispettivamente, la componentistica per la diagnostica e gli endoscopi flessibili. Entrambe creano nelle loro divisioni di tecnologia medicale margini simili a Fanuc e Keyence, sebbene siano meno riconosciute dalla comunità degli investitori. Nessuna delle due ha inventato il proprio prodotto di punta (il tubo fotomoltiplicatore per Hamamatsu o l’endoscopio per Olympus) ma ognuna ne è diventata il produttore più affidabile a livello mondiale; e, come Fanuc, deve la propria superiorità al potere di fare il prezzo, con conseguente profittabilità generata da un’ampia e solida base di clienti in continua crescita. Anche se nel caso di Olympus la profittabilità generale è compromessa dal business delle macchine fotografiche

I tubi fotomoltiplicatori di Hamamatsu sono usati principalmente nell’attrezzatura di scansione per le Tomografie ad Emissione di Positroni (o PET), macchinario in sé prodotto da General Electric, Philips, Siemens ed altri ancora. Il tubo è indispensabile per ottenere un’immagine dei tumori amplificata e molto precisa. La tecnologia di Hamamatsu, di fatto lo standard fin dagli anni Ottanta, ha goduto del chiaro vantaggio competitivo dell’adozione da parte di General Electric per i suoi apparecchi. La sempre maggiore enfasi sulla medicina diagnostica, anche nelle economie emergenti, e la necessità di aggiornamento continuo della scansione PET determinata dai costruttori che cercano di ridurre i tempi della diagnosi, hanno permesso a questo mercato di crescere piuttosto regolarmente. Come per il Numerical Controller di Fanuc, anche per Hamamatsu il costo incrementale di ciascuna nuova unità è trascurabile a fronte di un netto aumento della profittbilità.

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