Tendenze da sorvegliare, per poi capire cosa succederà in Borsa: è questo il vero segreto per non sbagliare strategia, cioè comprando quando i corsi stanno per scendere o vendendo quando stanno per salire. Con quattro numeri è possibile anticipare gli umori, in una visione ormai assolutamente globalizzata dei mercati. Eccoli spiegati in sintesi.

Permessi di costruzione immobiliari negli Usa – Sono i cosiddetti “building permits”, comunicati il 16 di ogni mese dal Dipartimento del commercio di Washington. Si tratta di un indicatore molto reattivo in rapporto all’andamento del mercato immobiliare nazionale e quindi dell’economia. Se la domanda sale vuol dire che la propensione alla spesa dei cittadini è positiva; in caso contrario inevitabilmente negativa. E gli effetti sulla Borsa si fanno sentire.

L’indice tedesco Zew – Valuta il sentiment degli investitori istituzionali in Germania. Da parte degli analisti viene anche interpretato come un segnale di propensione a puntare su inedite tecnologie nel sistema produttivo. Occorre notare che non è un indice di fiducia delle imprese, ma di un panel di esperti, comunicato mensilmente. Da ciò deriva una certa volatilità, al contrario di quanto avviene per l’indice Ifo, riferito a un’indagine sulle aspettative delle aziende – circa 7000 di vari settori – sempre tedesche.

Deficit commerciale giapponese E’ un termometro dell’economia nell’area asiatica. Certamente subisce gli effetti delle politiche sui tassi di cambio del Paese, ma se cresce l’export del Giappone vuol dire che qualcuno compra le merci della terza economia del mondo, strettamente legata, nelle relazioni commerciali, a Usa e Cina.

Export cinese – Non è ancora un dato significativo al 100% per motivi che di seguito spieghiamo. Però è un indicatore di quanto avviene soprattutto in Europa, partner fondamentale dell’economia asiatica. I criteri contabili utilizzati non sono confrontabili con quelli degli altri Paesi e ne consegue che le statistiche ne risentono. Tuttavia quando Pechino spinge l’export qualcuno inevitabilmente sta rifornendosi e quindi il Pil mondiale sale.

Questi parametri sono economici. Ecco perché vanno presi in considerazione come indicatori dello stato di salute delle grandi potenze. Se sono tutti positivi tira aria a favore delle Borse. Se anche uno solo zoppica forse qualcosa sta per cambiare, sebbene solo una successiva conferma servirà a verificare la reale svolta in atto. Se più di uno assume il segno meno c’è di che preoccuparsi. Quando tutti sono negativi una tempesta è in arrivo; o, meglio, è già iniziata.

Quattro numeri, quindi, per non sbagliare.

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