La tattica di puntare su azioni a elevati dividendi è fra le più seguite dagli investitori professionali. Un settore ricco è certamente quello delle materie prime (commodities), sebbene negli ultimi anni abbia sofferto del calo delle quotazioni dei metalli industriali. In quest’ambito ci sono due big da prendere in considerazione, le multinazionali anglo-australiane Rio Tinto (quotata a Londra e Sidney, oltre che a New York come Adr, cioè con uno speciale titolo negoziabile sul mercato statunitense, riservato a società straniere, ma regolarmente acquistabile anche dall’Italia) e BHP Billiton (quotata anch’essa a Londra, Sidney e New York, in quest’ultimo caso pure con un Adr- nella foto un miniera nel New Mexico).

A chi sia interessato alle due azioni consigliamo di trattarle alla Borsa di Londra, per tre motivi:

● facilità di acquisto, mediante tutte le piattaforme di trading online;

● la valuta di negoziazione è la sterlina, più stabile nel cambio con l’euro rispetto a dollaro australiano e statunitense;

● massima liquidità di entrambi i titoli.

RIO TINTO E’ TROPPO AGGRESSIVA (GIUDIZIO: 3 STELLE)

Il 10 aprile è stato pagato un dividendo di 0,6582 sterline (GBP) , riferito alla chiusura dell’anno 2013. Il prossimo versamento è previsto l’11 settembre, relativamente al primo semestre 2014. L’attuale “dividend yield” è del 3,55%, contro una media del settore del 4,3%, ma la società ha incrementato fortemente la distribuzione degli utili se si considera che la media degli ultimi cinque anni è stata del 2,3%. Determinante è valutare il cosiddetto “payout ratio”. In cosa consiste?  Nel rapporto tra utili distribuiti e utili conseguiti. Tanto è maggiore e più elevata risulta la propensione dell’azienda a remunerare il capitale di rischio e quindi i propri azionisti con il dividendo. Da questo punto di vista c’è un dato preoccupante: il valore è infatti per Rio Tinto del 98%, contro la media del settore del 57%. Si può quindi pensare che nella fase attuale sia forte l’orientamento a premiare gli investitori, il che potrebbe essere poco sostenibile nel tempo se il cash flou (flusso di cassa) non aumentasse in misura rilevante. Il nostro giudizio è quindi di tre stelle (su un massimo di cinque), perché attualmente il rendimento è interessante, ma appare improbabile che tale possa restare nel medio e lungo termine. Giudizio di GenteMoney.it: 3 stelle (su un massimo di 5). Motivazione: troppo aggressiva

BHP BILLITON E’ PIU’ STABILE (GIUDIZIO: 4 STELLE)

Il 23 marzo è stato messo in pagamento un dividendo di 0,3522 GBP, che si aggiunge ai 0,3782 del settembre 2013. L’attuale “dividend yield” è del 3,8%, contro quello di settore del 4,3%. La media degli ultimi cinque anni risulta del 3,5%, abbastanza allineata quindi al valore attuale. Il fattore più positivo riguarda il “payout ratio”, che si ferma al 42%. BHP appare più conservativa nella politica dei dividendi, con un lento ma progressivo incremento della distribuzione di utili, scelta da condividere in una fase di incertezza dei mercati delle “commodities” quale l’attuale. Il tutto trova una conferma (con una valutazione assolutamente soggettiva) nella minore volatilità su 180 sedute di questo titolo rispetto a quello del gruppo concorrente: Rio Tinto si assesta al 25,9%, mentre BHP si ferma a un 19,2%. La differenza non è abissale, ma convalida la maggiore stabilità della seconda anche dal punto di vista dell’andamento nel tempo delle quotazioni, determinante per chi punta alla strategia dei dividendi. Giudizio di GenteMoney.it: 4 stelle (su un massimo di 5). Motivazione: è più stabile

IN SINTESI– In una visione di breve termine Rio Tinto dà maggiori soddisfazioni in termini di “dividend yield”, ma per chi punta sul lungo termine (scelta da consigliare) BHP Billiton è preferibile.

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