Mercati nervosissimi con rialzi quasi sorprendenti e ribassi talvolta sconcertanti. In una fase così volatile poniamo sotto esame tre differenti proposte di investimento, con livello di rischio medio.

L’AZIONE: ENEL INCASSERA’ 3,4 MILIARDI. LI DISTRIBUIRA’ SUL MERCATO?

In Italia si è parlato poco della super cedola distribuita dalla società spagnola Endesa, controllata da Enel. Si è trattato di quasi 15 miliardi di euro, con la conseguente – inevitabile – caduta della quotazione del titolo dopo lo stacco. Un’operazione complessa, cui seguirà nel mese di novembre la cessione di una quota (circa il 20%) della stessa Endesa da parte della capogruppo italiana. Che incasserà, a saldo di un articolato giro di capitali, 2,3 miliardi netti di euro.

Che ne farà? C’è chi spera nella distribuzione di un dividendo extra, il quale fra l’altro farebbe molto bene alle casse dello Stato, primo azionista di Enel. Nel frattempo si sta per smuovere un altro tassello sullo stesso fronte, ovvero la cessione di un 5%-6% della società elettrica nazionale, con tempi previsti entro la fine del 2015. In realtà è probabile che l’operazione avvenga molto prima e sia riservata solo a investitori istituzionali. Dall’abbinata Enel-Endesa ci si può quindi attendere mesi caldi, non solo sotto il profilo dell’andamento delle quotazioni – sulle quali le opinioni sono abbastanza divergenti – ma soprattutto dal punto di vista dell’erogazione di utili al mercato. I pay out (dividendi distribuiti) dovrebbero aumentare, specialmente sul fronte spagnolo. L’abbinata quindi potrebbe tornare a rappresentare una buona dispensatrice di regolari flussi di profitti agli investitori.

IL BOND: LA SVIZZERA NESTLE’ DA’ IL 3,625%. MA OCCHIO AL CAMBIO!

E’ presto spiegato quel ma…! Si riferisce alla valuta in cui è espressa l’obbligazione. Si tratta del dollaro australiano, il che comporta il rischio cambio per l’investitore in euro. Attualmente si sta rafforzando rispetto a quest’ultimo, ma la sua volatilità va tenuta in considerazione, perché l’economia australiana dipende parecchio dalla domanda di materie prime, con un impatto inevitabile sui corsi del dollaro. Il bond è stato emesso dalla società svizzera Nestlé, che gode della doppia A come rating (quindi ottima considerazione da parte del mercato) e distribuisce una cedola del 3,625%, con scadenza 2020 (Isin XS1130303305). Importante il vantaggio di avere un lotto minimo di entrata di soli 2000 AUD, equivalenti a circa 1400 euro. Si tratta pertanto di un’emissione acquistabile anche da parte del piccolo e medio investitore, purché utilizzi un normale canale bancario e non una piattaforma elettronica di trading, trattandosi di un titolo non quotato su Borsa Italiana.

L’ETF: QUELLO SULLE MID CAP POTREBBE RIPARTIRE SE DRAGHI FA L’AMERICANO

Ha deluso più di quanto ci si attendesse al momento del suo esordio, avvenuto a maggio. Il Lyxor Ucits Etf Ftse Italia Mid Cap (Isin FR0011758085), che replica l’andamento delle azioni di società a media capitalizzazione quotate su Borsa Italiana, è composto da 60 titoli. Negli ultimi giorni vari analisti internazionali hanno consigliato di guardare al listino di casa nostra, puntando soprattutto sulle cosiddette “mid cap”, cioè sulle medie capitalizzazioni, dove ci sarebbe tanto valore ancora inespresso. In particolare si guarda a tale contesto soprattutto se la Bce partisse con un reale “Quantitative Easing” europeo (acquisto di titoli per iniettare liquidità nel sistema) capace di ridare fiato all’economia e quindi al parterre di imprese attive in settori a forte attitudine all’export.

L’Etf Italia Mid Cap è passato dai 102 euro del 10 giugno scorso agli attuali 81 euro, con un calo significativo e abbastanza costante, ma potrebbe aver trovato sui livelli degli 80 euro un supporto per ripartire all’insù. A condizione che Draghi dia realmente nei prossimi mesi una spinta al sistema produttivo, con un piano a prova di deflazione.

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